EF Education-EasyPost, preso Tao Geoghegan Hart: “Trovare i pezzi del puzzle”
Tao Geoghegan Hart riparte dalla EF Education – EasyPost. Dopo tre stagioni difficili alla Lidl – Trek, alla quale era approdato a seguito di un terribile infortunio nel suo ultimo anno con la maglia della Ineos Grenadiers, il corridore britannico non ha ancora ritrovato il suo livello di prima dell’incidente, ma la formazione statunitense è pronta a dargli le sue opportunità per mettersi alle spalle un lungo periodo difficile. Dalla pesante caduta che lo ha visto fratturarsi il femore in una discesa del Giro d’Italia 2023 i risultati non sono più arrivati, ma il vincitore della Corsa Rosa 2020, che ormai ha 31 anni, sente di avere ancora qualcosa da dare e ci vuole provare in un ambiente più familiare come quello di Jonathan Vaughters, con il quale ha firmato un contratto di un anno.
“Ho un biglietto incorniciato appeso alla parete, con una frase di Eric Cantona, su cui c’è scritto ‘la nostalgia è veleno’ – spiega il classe 1995 – Mi interessa molto di più guardare avanti, nel momento presente. Un buon leader, nello sport o altrove, è davvero consapevole delle qualità individuali, le valorizza nelle persone che lo circondano, le rispetta e, allo stesso tempo, prova empatia e comprensione per tutte le nostre mancanze, ciò che ciascuno di noi apporta e può contribuire. Si tratta di trovare un modo per far sì che tutti quegli strumenti individuali si allineino e, di tanto in tanto, suonino una melodia, a volte suona un po’ stonata, ma si porta comunque a termine il lavoro e si costruisce con costanza qualcosa”.
Guardare avanti porta a cambiare squadra in questo caso: “A livello personale, voglio cercare di ritrovare le condizioni che avevo nei miei anni migliori e il viaggio conta in modo particolare, fino ad arrivare a ottenere risultati. Arrivare in una nuova squadra è entusiasmante, con nuove idee, nuove prospettive e nuove persone”.
Al momento chiaramente non si parla di obiettivi o risultati: “Dopo un incidente come quello che ho avuto io, nei 6-12 mesi successivi potresti avere obiettivi diversi, un’esperienza diversa nel tornare e sfide diverse, ma alla fine, secondo la mia esperienza, la mentalità e l’approccio sono sempre gli stessi. È un mix di ciò che molti corridori amano fare nel quotidiano: trovare i pezzi del puzzle, capire la propria risposta individuale, la propria fisiologia, nonché le esigenze che hai come atleta, e cercare di fare del tuo meglio ottimizzando talento, genetica e l’ambiente a propria disposizione. Una chiara motivazione per me è sentire davvero di aver superato la cosa – in un certo senso è così, in altri no, il che è sempre un aspetto interessante da affrontare. Tre anni e mezzo sono un periodo lungo, ma sono anche volati via molto velocemente, e non sento necessariamente di essere tornato esattamente dove ero prima. È un’esperienza importante da affrontare come atleta. La prendi così come viene e cerchi di dare il meglio ogni giorno”.
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